SCID-I e SCID-II

    La SCID I – Structured Clinical Interview for DSM IV Axis I Disorders

    Questa scala è il risultato di un lavoro di ricerca che dal 1980 ha perseguito l’obiettivo di creare uno strumento che contenesse tutte le domande utili e pertinenti per condurre un’intervista semistrutturata in modo da formulare una diagnosi relativa ai principali disturbi (attuali o del passato) dell’Asse I del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM), elaborato nel 1980 dall’American Psychiatric Association, di cui è stata pubblicata la IV edizione nel 2001 e che è ormai giunto alla V edizione, pubblicata nel 2013, di cui attendiamo la traduzione italiana nel 2014. L’Asse I riguarda tutti i disturbi clinici definiti nella classificazione dei disturbi mentali esclusi i Disturbi di Personalità e il Ritardo Mentale. La sua indubbia utilità come ausilio per una formulazione accurata di diagnosi incontra tuttavia un limite nell’assenza di indicatori di attendibilità delle risposte e di elementi atti ad evidenziare eventuali esagerazioni o dissimulazioni di patologia, o comunque risposte non fedeli. Pertanto è specificamente utile come strumento per una raccolta anamnestica guidata, ma va confrontata con gli altri dati testali e con la valutazione clinica eseguita dallo specialista psichiatra.

    L’intervista inizia con l’esame dell’evenienza di sintomi caratteristici dell’episodio depressivo, per poi proseguire, in base alle risposte del soggetto, all’indagine dei tratti differenziali per i disturbi depressivi o bipolari, dei sintomi psicotici, dei disturbi da abuso di alcol o di sostanze, dei disturbi d’ansia e degli altri disturbi minori.

    Se l’intervista è condotta in modo sufficientemente attento e flessibile, il soggetto potrà esprimere il suo stile caratteristico, ed arricchire l’anamnesi con episodi significativi.

     

    La SCID II – Structured Clinical Interview for DSM IV Axis II

    Questa intervista strutturata è stata realizzata per la definizione dei Disturbi di personalità o dei tratti stabili, preesistenti all’eventuale patologia di Asse I in atto, e segue le indicazioni diagnostiche del DSM IV.

    Questo è il suo principale aspetto di interesse, poiché completa, con un’informazione relativa alla struttura stabile e permanente della personalità, l’informazione fornita dall’autoosservazione del soggetto relativa agli eventi psicopatologici insorti nel corso della vita, espressi sia nella SCID I sia nell’ MMPI-2, che si riferisce alla realtà attuale del soggetto al momento della valutazione.

    Anche questa scala nasce dalla stessa esigenza della SCID Asse I, ma è riferita ai 10 disturbi di personalità descritti nel DSM IV – TR per l’Asse II (Evitante, Dipendente, Ossessivo-Compulsivo, Paranoide, Schizotipico, Schizoide, Istrionico, Narcisistico, Borderline, Antisociale) e ai disturbi di personalità Passivo Aggressivo e Depressivo, di valida utilità diagnostica. Anche per questa, valgono i limiti espressi in relazione alla SCID I, per quanto riguarda l’attendibilità delle risposte. L’analisi dei tratti che sono definiti rilevanti per la diagnosi di ciascun disturbo di personalità attraverso domande pertinenti (ed in qualche caso molto esplicite) consente di esplorare aspetti che talvolta al colloquio clinico possono non essere emersi, e quindi indirizzare l’attenzione verso ipotesi ulteriori, o sollecitare la narrazione di episodi che possono essere illuminanti per una migliore comprensione della persona nella sua interezza ed esperienza.

     

     

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